🏟️ ICONE DEL MERCOLEDÌ | Vol. 1: Gigi Riva, l’Uomo oltre il Mito!
Gigi Riva: Il Cielo sopra l’Isola e quel Sinistro che sapeva di Tuono
Di chi parliamo quando parliamo di immortalità nel calcio? Non si tratta solo di bacheche piene o di palloni d'oro. Si tratta di tracce indelebili lasciate nell’anima di un popolo. Per questo, la nostra nuova rubrica "Icone del Mercoledì" non poteva che iniziare con lui: Luigi “Gigi” Riva, per tutti Rombo di Tuono.
L’arrivo in un’Isola che divenne Continente Quando Gigi Riva arrivò a Cagliari nel 1963, era un ragazzo del Nord, chiuso e malinconico, che guardava alla Sardegna come a una terra d’esilio. Non sapeva che quella terra sarebbe diventata la sua pelle. In quegli anni, la Sardegna era vista dal resto d’Italia come un luogo lontano; Riva ne divenne il braccio armato, il vendicatore sportivo, colui che portava l’orgoglio isolano negli stadi eleganti di Milano e Torino.
Lo Scudetto dei Miracoli (1969-70) Il capolavoro arriva nella stagione '69-'70. Un'impresa che oggi sarebbe impensabile: una "provinciale" che sfida il potere del Nord e vince. Riva fu il capocannoniere e il trascinatore. Ma il momento che lo rese eterno non fu un gol, fu il suo "No" alla Juventus. L'Avvocato Agnelli fece follie per averlo, offrendo cifre astronomiche. Riva scelse di restare. “Non potevo tradire la gente che mi amava per qualche miliardo in più”, dirà anni dopo. In quel rifiuto c’è l’essenza di questa rubrica: un'icona che sceglie l’amore eterno rispetto alla gloria facile.
Il mito di "Rombo di Tuono" Fu Gianni Brera a battezzarlo così. Perché quando Gigi caricava il suo sinistro, il rumore del pallone non era normale. Era un tuono che squarciava il silenzio degli stadi. Un atleta pazzesco, capace di acrobazie in rovesciata che sembravano sfidare la gravità e di colpi di testa in tuffo a pochi centimetri dal suolo, rischiando ogni volta l'impatto con i tacchetti avversari.
Il Record imbattuto in Nazionale Ancora oggi, a distanza di decenni dal suo ritiro, Gigi Riva guarda tutti dall'alto nella classifica dei marcatori della Nazionale Italiana: 35 gol in 42 partite. Una media spaventosa. È stato il protagonista della vittoria all'Europeo del 1968 e del mitico secondo posto a Messico '70. Ogni volta che indossava la maglia azzurra, sembrava un cavaliere antico che andava in battaglia.
Perché rimarrà nella storia per sempre? Gigi Riva ci ha lasciato fisicamente da poco tempo, ma la sua figura è destinata a non sbiadire mai. Rimarrà nella storia perché rappresenta un calcio che non esiste più: un calcio fatto di silenzi, di sguardi duri, di fedeltà assoluta e di una dignità che non ha prezzo. È stato l'eroe di un popolo intero e il simbolo di un'Italia che cercava il suo riscatto.
Gigi Riva è eterno. Rombo di Tuono non smetterà mai di echeggiare.
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